Fitocomplesso a base di Mirra e Incenso. ATAR (Indoiranico) = Soffio divino, profumo, essenza. "Attraverso i profumi di incenso e di mirra, lo scopo di guarire il corpo attraverso la mente" (Ippocrate di Kos). Le gommoresine 35 secoli dopo Tutankamon.
E' la storia del rapporto dell'uomo con l'ambiente, si intreccia con le religioni e la filosofia; l'uomo utilizza l'olfatto per il riconoscimento e ne acquisisce il discernimento. Il medico,sacerdote,astrologo lo offre a l suo Faraone a metà tra il Dio e l'Uomo per connetterlo al divino, a se stesso, al popolo. Alfa Omega di Gesù Cristo di Nazareth della stirpe di David.
Nasce come il dono simbolico dei Magi, ancora una volta, medici, sacerdoti, astrologi scegliendo di essere al contempo Sacerdote (incenso), Medico (mirra), Re (oro), muore sulla croce con le sofferenze umane alleviate, dalla spugnatura di mirra e aceto che la Pietas di un Centurione di Roma offre alla morte di un Dio.
Ne fa nell'unzione momento magico di energia coerente delle cellule di un individuo allettato, riportato alla risonanza della comunità.
MIRRA Antibiotico che protegge dalla morte l'esercito del Faraone ferito in battaglia.
INCENSO Protettore dell'integrità della Roma dei Papi dalle infezioni che i pellegrini del mondo portavano dal viaggio all' Urbe eterna.
CANNELLA Con la mirra è occasione delle mummificazioni, preservando le spoglie dai fenomeni putrefattivi determinato dal microbionte intestinale, che sopravvive alla fine della vita.
L'altro mito narra che il fiore arrivò sulla terrà in seguito ad un incidente accaduto ad Ermes, il quale allenandosi al lancio del disco, colpì accidentalmente l'amico Crocus alla testa uccidendolo; affranto per ciò che era accaduto decise di tingere i petali del fiore più bello al mondo con il sangue dell'amico defunto, affinchè il suo ricordo rimanesse vivo in eterno nella mente di tutti gli uomini (Moazzo 1983). Nella lingua sanscrita il Croco ha nome Asgrig, che significa sangue. Botanica Per merito degli Arabi, dall'Asia si diffuse in Tunisia e in Spagna dove iniziò la coltivazione dopo l'invasione araba del 1961 a.C. nelle zone di Albacete,Teruel,Toledo,Valencia e Murcia. In seguito si diffuse in tutta l'Europa meridionale. Si narra che la coltivazione arrivò dalla Spagna in Italia, grazie ad un monaco domenicano, appartenente alla famiglia Cantucci, che oggi come allora domina dall'alto del paese. Rimane la coltivazione in provincia de L'Aquila nel comune di Navelli, di Siena, San Gimignano e Quirico d'Orcia, di Grosseto a Paganico. Indicazioni Plinio il vecchio lo tratta in "Historia" XXI,81 e 82, dove ricorda un unguento chiamato "Crocomagna" per la cataratta. G.Plinio "Storia Naturale" XX libro capoverso 8 scrive: "Lo zafferano non si scioglie in miele, ma con la massima facilità nel vino o nell'acqua" e lo utilizza: -crampi uterini -ulcere gastriche -infiammazioni vescica,fegato e polmone -antipruriginoso -ipnoinducente -afrodisiaco Studi recenti ne mostrano (Hossein) l'uso nella sindrome premestruale, altri autori nelle virosi e nel diabete.