img_4973-2
mel-inetichetta

Mel-IN

41.820€ Iva esclusa

Colostro di capra
Secreto dalle ghiandole mammarie nei primi 5-7 giorni dopo il parto. Nel Mito, Giove ne era allattato. La struttura è simile a quella materna.

Categoria: .

SCHEDA TECNICA

Contiene :
6,7% lipidi, 2,5% lattosio, poliosidi contenenti lattosio e fucosio (Alais, 2000)
vitamine e minerali (Hedler and Rorvik, 2010)

Ha elevato contenuto proteico (4 volte superiore a quello del latte bovino (Christianse et al. 2010; Tsioulpas et al 2007).
75% sono immunoglobuline (Hendler and Rorvik, 2010) che conferiscono immunità passiva polipepetidica e proteggono il tratto digestivo. La lattoferrina inibisce la crescita batterica.
“Transfer factor” (Sherwood Lawrence, 1949). La bassissima incidenza di neoplasie nelle capre e la presenza quasi esclusiva di questi principi attivi sarebbe determinata dal pascolo delle capre costituito da varietà di erbe, in particolare amare, molte spinose, tra cui il cardo, cui hanno accesso. Ricche di principi attivi con effetti biologici trasferiti nel latte :

Fattori di crescita:

Ormone della crescita (GH), Insulina, IGF-1 ed IGF-II, EgF), FgF, PDGF, TgA e B.
Il TGF- β stimola la proliferazione del tessuto connettivo, aumenta la produzione di IgG e IgA, secreto delle cellule epiteliali del lume intestinale (Tripathi and Vashishtha, 2006).
Fattori Immuni:
Immunoglobuline (A, M,G), citochine: Interleuchina 1,6,10;Interferone gamma (Jenny et al., 2010)

leucociti, lactoferina, polipeptidi ad alto contenuto di prolina (PRP), inibitori della proteasi, inibitori della tripsina, glicoproteine, polisaccaridi acidofili del lattobacillo, glicoconiugati, acido orotico, agente specifico secretivo di IgA, lattoglobulina di B, lattoalbumina, albumina, prealbumina, alfa 1-antitripsina, alfamacroglobuline 2, C3,C4 Orosomucoidi, Liozima, lattoperossidasi, tiocianato-perossidasi, xantina, vitamine A, B12, E, zolfo.

Lattoferrina:
proteina antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, legante il ferro, con effetti antineoplastici, utile nella candida albicans e nella sindrome di fatica cronica. Priva i batteri del ferro che richiedono per riprodursi. (Tripathi and Vashishtha, 2006).
Modula il rilascio di citochine i cui ricettori sono presenti sulla superficie delle cellule immuni (linfociti, monociti, i macrofagi) e le piastrine. Ha attività citolitica.
Polipeptidi ricchi di Prolina:
Polipeptide ricco di prolina(PRP): ormone che regola la ghiandola del timo, anfoequilibrante immunitario, regola quando iperattivo (nelle malattie autoimmuni,MS, artrite reumatoide, lupus, sindrome di affaticamento cronica, ecc.) attraverso l’inibizione della produzione dei linfociti T.
( Staroscik et. Al., Immunologia Molecolare e Janusz & Lisowski; Archivi di immunologia)

Glicoproteine:
(inibitori della proteasi) fattori digestivi che incrementano i fattori di crescita ed immunostimolanti.
Lattoalbumina:
determina apoptosi delle cellule neoplastiche “in vitro”
Citochine:
Interleuchine1 e 6, interferone Y e Linfochine sono inseriti in protocolli nello studio nella ricerca per la cura per cancro. (1985 Steven Rosenberg).
Antivirali, regolano la durata e l’intensità della risposta immunitaria, responsabile della comunicazione tra le cellule e la produzione delle immunoglobuline.
Vitamine e minerali:
Il colostro non è un supplemento, ma alimento intero per il neonato per la presenza delle vitamine e minerali di facile assorbimento :in parte da A, B12 ed E, le altre in tracce.

Zolfo:
componente di proteine strutturali del corpo.
Enzimi:
Lactoperossidasi-tiocianato, xantina-perossidasi, attive contro i batteri per la capacità di liberare perossido di idrogeno.
Lisozima:
agente d’idrolizzazione dei batteri

Inibitori della tripsina ed inibitori della proteasi:
impediscono all’H. pylori di fissarsi alle pareti gastriche, con ruolo favorevole nel trattamento delle ulcere peptiche.
Linfochine:
peptidi prodotti dai linfociti attivati, che mediano la risposta immunitaria.
Polisaccaridi oligoconiugati:
si attaccano e legano agli agenti patogeni (Streptococco, E. Coli, salmonelle, Cryptosporidia, Giardia, Entamoeba, Shigella, tossine A e B di clostridio) impedendone la fissazione e l’ingresso nelle membrane.
Prediletto degli sportivi, per il facile assorbimento metabolico.
Indicato nelle ulcere gastriche, nelle allergie da latte vaccino (per l’assenza di caseina alfa –S1 e il basso contenuto di lattosio).
Il suo contenuto in trigliceridi a catena media (MCT) contribuisce a ridurre alti valori di colesterolo.

Ha azione antivirale ed antibatterica.
Ha impiego nelle sindromi influenzali,
• Candidosi
• Disturbi gastrointestinali di origine virale,batterica,parassitaria.

* nelle patologie intestinali : infezioni da Cryptosporidium parvum, Escherichia Coli, Shigella flexneri, Clostridium difficile e rotavirus (Hendler and Rorvik 2010)
• Coliti, sindrome del colon irritabile
• Herpes simplex
• Ulcere peptiche da helicobacter pilori
Patologie autoimmuni
• Artrite
• Asma, allergie

• Incrementa performance fisiche e mentali
• Incrementa la resistenza fisica
• Incrementa la crescita della massa magra (muscolare)
• Migliora la riparazione dei tessuti e della guarigione delle ferite

* Migliora la sintomatologia nella sindrome dell’affaticamento cronico

La Clinical Nutrition, organo ufficiale della Società Europea di Nutrizione Clinica e Metabolica (ESPEN) segnala i benefici del latte fermentato con il batterio di origine umana L.paracasei CBA L74, nella prevenzione delle infezioni di bambini, a livello respiratorio e gastrointestinale, attraverso la stimolazione del sistema immunitario.
Sfrutta il processo fermentativo utilizzato per la produzione di altri alimenti.
”Postbiotico”. Sinergizzante i prebiotici: inulina e pectina (sostanze indigeribili, utilizzate dai batteri intestinali per la propria crescita) e probiotici: acetobacter.

Inulina e Pectina
La mucosa intestinale ospita il GALT ( tessuto linfoide associato al tratto gastrointestinale ) paradosso immunologico, in grado di distinguere e tollerare solo i batteri commensali, ma anche essere “attivamente” capace di rispondere agli antigeni proteici contenuti negli alimenti ( tolleranza orale ). Tra l ’epitelio intestinale e il GALT vi è uno scambio continuo di informazioni . Alcune componenti del GALT (T linfociti gamma delta intraepiteliali ) entrano nel processo che sottende il normale turnover epiteliale , ridotto in loro assenza.
A loro volta , le cellule epiteliali, venute in contatto con differenti patogeni, secernono alcune citochine (IL – alfa, IL – 6, TNF – alfa ) e proteine di stress che attivano numerosi settori del GALT
( linfociti intraepiteliali e macrofagi )

I prebiotici migliorano l’attività del GALT .

Il termine prebiotico identifica sostanze alimentari che stimolano selettivamente la crescita o l ’ attività di una o più specie batteriche saprofite del colon. Una sostanza prebiotica deve presentare specifici requisiti:

  • non essere idrolizzata né assorbita nel tratto gastrointestinale superiore;
  • Essere un substrato selettivo per una o per un limitato numero di specie batteriche non patogene, saprofite del colon, che vengono stimolate nella crescita e/ o attivate metabolicamente.

Le sostanze nutritive potenzialmente candidate sono:

  • carboidrati non digeribili;
  • proteine e lipidi.

 

Le maggiori conoscenze si hanno sui carboidrati non digeribili vengono considerati tali:

  • gli amido resistenti;
  • gli oligosaccaridi;
  • i polisaccaridi non a base di amido, che costituiscono la parete delle cellule vegetali, sono indicati con il termine generico di fibre alimentari.

I polisaccaridi non amidacei costituiscono le pareti cellulari dei vegetali.
Non per questo possono essere considerati anche prebiotici : per alcuni polisaccaridi il processo di fermentazione nel colon non è specifico e stimola anche la crescita di specie batteriche che possono essere potenzialmente dannose per l ’ organismo.

Tra i prebiotici:

  • pectine, fibre alimentari solubili, viscose e gelatinose
  • frutto – oligosaccaridi ( FOS )
  • galatto – oligosaccaridi
  • soia – oligosaccaridi.

I FOS possono essere a catena corta ( FOS – c.c.) e a catena medio – lunga o inulina.
Giungono integri nel colon dove vengono utilizzate quasi esclusivamente dai bifidobatteri che possiedono l ’ enzima b – fruttosidasi, in grado di degradarli a singoli monomeri saccaridici.

I fruttoso – oligosaccaridi a catena medio – lunga (inulina) hanno un DP medio.
I frutto – oligosaccaridi a catena corta ( FOS – c. c. ) sono composti costituiti da una a tre molecole di fruttosio unite a una molecola di saccarosio.
L ’ inulina si ritrova in natura soprattutto nella cicoria, mentre le cipolle sono ricche di FOS – c. che vengono totalmente fermentati.
E’ un carboidrato di riserva che radici e rizomi sintetizzano al posto dell’amido, non prodotto e immagazzinato da queste piante.
L’”amaro” dell’inulina delle erbe toniche amare, passando indigerito dallo stomaco, raggiunge l’intestino che viene stimolato a produrre “batteri buoni”.
Ha un sapore neutro o lievemente dolce, ha una capacità edulcorante di un decimo rispetto al sarrarosio. Stimola la bile e la produzione di acido cloridrico, utile al sistema nervoso e immunitario, riducendo la stanchezza e spossatezza.
L’associazione di :

pectina, fibra solubile idrofila, presente nella mela, limone, arancia, carruba, mela cotogna, polvere giallastra che in acqua diventa colloide.

  • inulina della cicoria
    determina, attraverso la fermentazione dei bifidobatteri, incremento di SCFA (short chain fat acid) rappresentanti da acido butirrico, acetico e propionico.

Acetobacter

Si ricava dal sidro, bevanda fermentata ottenuta dal succo di mele.
Ha pH 4.5-6 (2.8 – 3.2 quello del vino)

In uso presso i Babilonesi ed Egizi, raccomandato da Ippocrate per tosse e influenza.
Tradizionalmente la ”Posca” drink rinfrescante a base di aceto, mela, acqua era utilizzata dai legionari per neutralizzare i patogeni nell’acqua, e da Cristoforo Colombo nelle botti delle caravelle.
E’ presente nel 5% nell’intestino, con la flora batterica saprofita.

Ricco di calcio, fosforo, ferro, rame, magnesio, fluoro, vitamina B2, riboflavina B3, acido nicotinico, acetico malico, pectina.

E’ indicato per:
potenziare la flora batterica intestinale
ostacolare la formazione di depositi di calcio nelle articolazioni durante i processi di flogosi.
antibatterico protegge da diarrea e enteriti causate da squilibri della flora (E.coli), nelle malattie da raffreddamento.
Ha impiego nelle diete “dimagranti” con contenuto inadeguato di minerali.
antipertensivo (per il contenuto di acido acetico)
antidislipidemico per il contenuto di pectina
antiglicemico per il contenuto di cromo (C.Johnston, Arizona State University)
Ha attività prebiotica.