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Segno

Dal greco semeion, «segno» è tutto ciò che rimanda ad altro. È il primo e necessario strumento usato sempre e quotidianamente da ciascuno di noi per comunicare. Esso è accompagnato sempre da una ricchezza che va donata, colta e accolta.
«Non limitarti a segnare il tempo; usa il tempo per lasciare il tuo segno» (Harvey B. Mackay)

Sorpresa

Dal latino superprehendere – composto di pre (dinnanzi) e hand (mano), radice di derivazione ariana – letteralmente vuol dire «prendere da sopra o alle spalle con le mani», quindi «cogliere all’improvviso». La sorpresa è la reazione emotiva che coglie ogni qualvolta una situazione evolva o si presenti in un modo non previsto.
La capacità di sorprendersi inizia molto presto. È molto più semplice che si sorprenda un bambino piuttosto che un adulto. Ci dicono che già a 3 settimane i bambini reagiscono alle novità: se improvvisamente si inserisce una novità nella loro vita, il loro cuore batte più velocemente.

Speranza

Dal latino spes, dalla radice sanscrita spa, «tendere verso una meta».
Speranza è l’atteggiamento interiore di attesa/aspettativa di un bene futuro, di un cambiamento positivo, di apertura di nuovi orizzonti. La speranza è fiducioso e fondato ottimismo riguardo al proprio destino o a quello di ciò che mi circonda,
cresce con tutto ciò che sta nel mondo. È parte di esso e della vita di ogni uomo. Bisogna avere il coraggio di riaprire il vaso della vita. Bisogna continuamente rimetterci mano. «La speranza  – scrive G. Bernanos – è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi». Bisogna liberarla perché possa, come nel mito, ridare vita a un luogo desolato e inospitale, quale può essere anche la nostra stessa vita.

Stile

Lo stile di una persona contribuisce a farla conoscere. Esso infatti è «l’impronta di ciò che si è in ciò che si fa» (R. Daumal); «è un modo per dire chi sei, senza dover parlare» (R. Zoe). Insomma «lo stile è l’uomo» (G. L. Leclerc de Buffon). Lo è perché attraverso il suo stile una persona trasmette i propri gusti, fa conoscere il proprio modo di pensare e rende palesi i propri livelli di correttezza e di affidabilità nelle relazioni.

Stupore

Dal latino “stupere” (“star fermo, immobile”). La terminazione “orem” è propria dei sostantivi verbali che indicano uno stato d’animo.
Lo stupore può trasformare le quotidiane evidenze in conoscenza profonda; le consuetudini noiose in straordinarie certezze. Lo stupore consente agli occhi di godere di particolari apparentemente insignificanti, permette di riconoscere le differenze fra azioni apparentemente uguali. In altre parole, lo stupore protegge dalla noia e spinge all’azione consapevole.

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